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Mariano Rubiu

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TEST PER GLI ADDOMINALI SUPERIORI


Abbiamo già chiarito precedentemente che è scorretto distinguere anatomicamente gli addominali in superiori ed inferiori ma che questa distinzione è valida solo per differenziare i due test.


Nell’eseguire il test bisogna accertarsi del grado di flessibilità della schiena, infatti una scarsa mobilità del rachide può limitare la flessione del busto.


Il test consta di due parti:


  1. Flessione della colonna;

  2. Flessione dell’anca (sit-up).

Prima fase:


in questa fase gli addominali si contraggono e diminuiscono di lunghezza, flettendo la colonna vertebrale. La parte dorsale del rachide si incurva mentre la zona lombare si appiattisce ed il bacino esegue una retroversione. A questo punto la flessione del rachide è completa, la zona lombare ed il bacino sono a contatto con il suolo. Essendo questa parte del movimento esclusivamente a carico degli addominali, i talloni non dovrebbero sollevarsi dall’appoggio.


Seconda fase:


Flessione delle anche. Questa parte del movimento (sit-up) è a carico dei flessori dell’anca (Psoas, Retto femorale), che si contraggono e si accorciano tirando il bacino in avanti. Pur non essendoci vero e proprio lavoro da parte degli addominali, in questa parte del test, se sono sufficientemente forti , sono in grado di mantenere la curvatura del tronco.


Questa parte di movimento viene inserita nel test non per valutare la forza dei flessori dell’anca, veri agonisti in questo movimento, ma per osservare la reazione degli addominali; come vedremo in seguito questa è importante per una buona valutazione degli addominali. Se i piedi tendono a staccarsi dal piano, si può intervenire per bloccarli.


Il passaggio dalla flessione del busto a quella delle anche è il momento più importante del test. Infatti a questo punto bisogna osservare se c’è o meno la capacità di mantenere la flessione del busto in avanti. Se gli addominali non sono forti non resistono alla forza dei flessori dell’anca, il bacino basculerà in avanti accentuando la lordosi lombare ed il soggetto proseguirà il sit-up con i piedi fissati.


E’ interessante osservare che i soggetti con addominali deboli sono comunque in grado di completare il Sit-up se i piedi sono ancorati ma non riescono a tenere la flessione della colonna vertebrale. Quindi il test classico di sit-up, non è attendibile perché si chiede di eseguire il maggior numero di movimenti entro i 60 secondi, senza valutare la capacità di mantenere la flessione del busto mentre si esegue la flessione della anche.


Modalità di esecuzione del test


Soggetto: supino, con gambe distese. Se l’appiattimento della zona lombare è impossibile per la brevità dai flessori dell’anca, si può mettere un rullo sotto le ginocchia. Le braccia possono assumere diverse posizioni in base al Grading1.


Fissazione: non serve durante la prima fase del test (flessione busto). Se si fissano i piedi durante questa prima fase i flessori dell’anca entrerebbero in azione provocando una flessione del bacino. I piedi possono essere bloccati nelle seconda fase (sit-up).


Manovre del test: il movimento inizia lentamente sollevando il capo e il busto da terra sino ad arrivare alla completa flessione del rachide. Senza interrompere il movimento si prosegue con la flessione delle anche sino ad arrivare alla posizione da seduto.


Resistenza: la resistenza è fornita, nel movimento di flessione del busto, dal peso della testa, del busto e delle braccia che si posizionano in maniera diversa in base al Grading; questa resistenza non è comunque sufficiente per valutare bene la forza degli addominali. Infatti nella fase di flessione dell’anca i muscoli flessori trazionano il bacino imprimendo l’antiversione mentre gli addominali sono impegnatissimi nel mantenere il bacino in una posizione di retroversione. La capacità o meno di tenere il bacino in questa posizione è indicativo di una maggiore o minore forza degli addominali.



GRADING


Grading normale (10): con le mani dietro la testa, il soggetto è in grado di flettere il busto ed è in grado di tenere questa posizione mentre inizia la flessione delle anche. In questa fase un assistente può tenere i piedi in appoggio sul piano. E’ importante controllare accuratamente che il soggetto riesca a tenere la flessione del busto mentre inizia e si porta a termine la flessione delle anche. In casi particolari è possibile iniziare il movimento con le braccia allungate in avanti e continuare portandole al torace per finire portandole dietro la testa.


Grading buono (8): braccia incrociate sul petto, il soggetto è in grado di flettere il busto e di tenerlo in questa posizione sino a completare la flessione delle anche sino alla posizione da seduto.


Grading sufficiente + (6): con le braccia allungate in avanti, il soggetto è in grado di flettere il busto e di tenerlo in questa posizione sino a completare la flessione delle anche sino alla posizione da seduto.


Grading sufficiente (5): con le braccia allungate in avanti, il soggetto è in grado di flettere il busto ma non di mantenerla quando inizia la flessione delle anche.


Alcuni soggetti non sono in grado di eseguire il sit-up se le gambe non sono ancorate sin dall’inizio; si tratta di soggetti con marcata debolezza dei muscoli addominali.





AZIONE MUSCOLARE DURANTE LA FLESSIONE DELLA COLONNA VERTEBRALE IN AVANTI



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E’ interessante osservare l’azione delle diverse fibre degli obliqui nei due test.  Iniziando il movimento di flessione del tronco con il lento sollevamento della testa e delle spalle, dalla posizione supina, si osserva che il petto viene depresso e che il torace viene trazionato verso il

bacino. Contemporaneamente si ha una retroversione del bacino e questi movimenti sono

chiaramente dovuti all’azione del retto addominale. Continuando si osserva un allargamento delle

coste verso l’esterno (aumento dell’angolo infrasternale), azione che può essere provocata

dall’obliquo interno. Le fibre trasversali inferiori dell’obliquo interno agiscono in sinergia con il

Trasverso comprimendo l’addome inferiore.

Dopo la flessione del tronco è la volta della flessione dell’anca e a questo punto si nota un restringimento delle coste che vengono tirate verso l’interno (riduzione dell’angolo infrasternale); azione dovuta all’obliquo esterno (fibre anteriori). Appena inizia la flessione delle anche, in certi casi si verifica una estensione del torace, probabilmente ad opera delle fibre postero-laterali dell’obliquo esterno. Queste fibre trazionano la parte postero-inferiore del torace in avanti verso la cresta iliaca anteriore, provocando la distensione e non la flessione della colonna. Le figure indicano l’azione delle diverse fibre dei vari muscoli interessati alla flessione del busto, la fig.6 indica la direzione della linea di forza delle fibre latero-posteriori dell’obliquo esterno..


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TEST PER GLI ADDOMINALI INFERIORI


Soggetto: in posizione supina su una superficie rigida. Se si usa un tappetino non deve essere troppo morbido. Le braccia incrociate ed in appoggio sul petto. I gomiti non devono poggiare al suolo.


Fissazione: non è necessaria, in quanto il test mira a valutare la capacità degli addominali di tenere il bacino in retroversione mentre si abbassano le gambe al suolo. Ancorare il tronco fornirebbe un aiuto che falserebbe il risultato del test.


Test: l’esaminatore solleva le gambe del soggetto oppure vengono sollevate autonomamente una per volta. La rigidità degli ischiocrurali può impedire un completo raggiungimento della posizione iniziale. Il soggetto esegue una retroversione del bacino per appiattire la zona lombare al suolo, mantenendo questa posizione inizia ad abbassare lentamente le gambe tese. Mentre si esegue il test il soggetto non dovrebbe alzare né il capo né le spalle.


Resistenza: la forza esercitata dal peso delle gambe, che aumenta man mano che si abbassano le gambe2, e la contrazione dei flessori dell’anca, tendono a provocare un’antiversione del bacino, gli addominali devono contrastare questa azione. 



GRADING


Il grading si basa sulla capacità di mantenere la schiena appiattita al suolo mentre vengono lentamente abbassate le gambe partendo dalla posizione verticale.


Si osserva l’angolo che le gambe formano con il suolo al momento in cui la zona lombare inizia a sollevarsi da terra. 


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Se ci sono problemi di schiena è bene tenere sempre una mano sotto le gambe in modo da sorreggerle quando la schiena inizia ad arcuarsi.


Grazie alla particolare distribuzione del peso corporeo gli uomini sono più facilitati nel test di abbassamento delle gambe, mentre le donne lo sono in quello di flessione del busto.


I muscoli che stabilizzano il bacino al suolo nell’esecuzione di questo test sono: il Retto addominale e l’Obliquo esterno fibre laterali. Quando si manifesta un Grading scarso in questo test, in soggetto che mostra buoni addominali superiori (sit-up), significa che la debolezza e localizzata maggiormente a livello dell’Obliquo esterno.


AZIONE MUSCOLARE NELL’ABBASSAMENTO DELLE GAMBE



Oltre ai muscoli addominali, sul bacino agiscono altri muscoli che sono classificabili in muscoli che generano un’antiversione (insellano) o una retroversione (correggono), come si può vedere dalla Figura B.


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Per quanto riguarda i muscoli addominali invece bisogna considerare la loro stretta interdipendenza.


Il muscolo Obliquo esterno avendo una conformazione a ventaglio, può esprimere diverse azioni con le diverse fibre; infatti le fibre laterali inclinano posteriormente nel senso di (corregge) e si dimostrano in grado di farlo anche se il Retto dell’addome è scarso.


Quindi la posizione di retroversione nel test di abbassamento delle gambe è mantenuta sia dal Retto addominale che dal Obliquo esterno fibre laterali Figura C.


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TEST PER GLI OBLIQUI


Il sollevamento obliquo del busto, dalla posizione supina, unisce la contrazione del retto a quella dell’obliquo esterno di un lato e dell’obliquo interno dell’altro lato.


Il test per gli obliqui in genere si esegue dopo quello degli addominali superiori ed inferiori.


Soggetto: da supino, la posizione delle braccia varia in base al grading.


Fissazione: le gambe possono essere tenute ferme da un’assistente mentre l’esaminatore pone il paziente in posizione test.


Test: il soggetto incrocia le mani dietro la testa, l’esaminatore pone il soggetto nella posizione: busto ben flesso e ruotato, bacino in retroversione. Se i muscoli sono deboli non si riuscirà a mantenere la posizione, il busto si estenderà e deroterà. Si può verificare anche un’antiversione del bacino mentre il soggetto si sforza di mantenere la il busto sollevato dal tavolo ma teso.


Resistenza: la resistenza si modifica con la posizione delle braccia.


GRADING



Grading normale (10): capacità di mantenere la posizione test, mentre le mani sono incrociate dietro la testa.


Grading buono (8): tenere la posizione, braccia incrociate sul petto.


Grading sufficiente + (6): tenere la posizione ma le braccia vengono distese in avanti.


Grading sufficiente (5): riuscire a tenere flessione e rotazione tali da mantenere le scapole di entrambi i lati sollevate dal suolo.


La valutazione degli addominali obliqui è particolarmente importante per il trattamento chinesiterapico delle scoliosi e per l’educazione posturale.





Mariano Rubiu (Chinesiologo)



2 Quando si abbassano le gambe aumenta il braccio della resistenza, aumentando così la richiesta di forza da parte dei muscoli addominali per stabilizzare la posizione.
1 Il grading è l’espressione della valutazione fornita dall’esaminatore in merito alla forza o alla debolezza di un muscolo o gruppo muscolare.

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